L'arte di Giorgio De Cesario
Il nodo pittorico che si svela nei dipinti-sculture di Giorgio De Cesario verte con evidenza percetti-va e realizzativa nella conquista della plasticità. Le sue figure, nello studio dell’anatomia del corpo umano, acquistano una nuova linfa di significato, sia spaziale che allusiva. Ed è con queste premes-se culturali e psicologiche che devono essere letti i sintetici dipinti del pittore e scultore G. De Cesa-rio. Le sue forme pittoriche e scultoree sono plasticamente nette, definite con un intendimento scul-toreo, ma in esse l’aspetto che maggiormente affascina è l’organico slittamento figurale dello spazio del piano nei suoi volti di porcellana, una interpretazione metafisica del corpo, del suo rapporto con l’anima.
| La Depressa
E le sue opere diventano così un compendio di tutto ciò: le sue " modelle " e i suoi "manichini" non sarebbero mai esistiti senza i suoi trascorsi romani nell'ambito del design e della grafica pubblicitaria; ed ancora, i suoi sfondi e i suoi ghirigori pieni di cromatismi abbaglianti, ed accattivanti nello stesso tempo, non avrebbero mai colpito i nostri occhi senza le sue ricerche e le sue sperimentazioni nell'ambito della decorazione pittorica; e che dire della sinuosità delle sue forme? Le tecniche incisorie apprese ad Urbino, in due anni di intensa attività e in un clima di studi raffaelliani, hanno sicuramente contribuito a creare la loro " leggerezza". | La Devota
Opere pittoriche, incisioni, sculture si susseguono in questo desiderio di sperimentare sempre nuovi mezzi e di espimere sempre nuove sensazioni attinenti sia il mondo dell'attualità che quello della filosofia e della storia. | Donna allo specchio
De Cesario coglie il mondo alla sprovvista, usa il frammento per scardinare una realtà ancora più vera di quella che appare nel quotidiano. Così continuamente si ricrea la funzione metaforica del linguaggio, figure di uomini vuoti, impagliati che hanno commesso l’errore di credere che il progresso proceda in linea retta. Ma hanno preteso troppo, hanno voluto mordere un boccone troppo grande per le loro bocche. Così, da un’esistenza in technicolor, dalla conoscenza attraverso gli eccessi, dalla libertà radicale, sono passati di colpo alla sconfitta. | I girasoli
De Cesario centra il bersaglio del silenzio e, all’astuzia dei potenti, degli accademici, delle ideologie, contrappone l’attesa della rivelazione del reale, la sua infermità, la sua complicità con gli uomini semplici, la sua attenzione all’ignoto, dentro e fuori di sé. Tutto è pervaso da uno spirito misterioso e visionario; un impalpabile filo rosso aggrega i cieli evocati di un qui e di un altrove sconvolti e, con insolita semplicità, lancia il suo messaggio all’osservatore senza eccedere in retorica, in una sorta di gioco illusionistico che non può che lasciare sgomenti. | Scultura
E’ la storia che lacera l’uomo in fantasmi e lascia affiorare le debolezze di un’emozione irripetibile e, a tratti, selvaggia. E’ il silenzio di voci smorzate che lascia affiorare la debolezza umana, la sua vulnerabilità, la sua sofferta fantasia, fino ai presagi di morte. Il destino di chi è santo e dannato, angelo e demone. | Sogni di bambino
Anche se i volti in rilievo e in argilla continuano ad essere il leit-motiv che accomuna le vecchie esperienze e le nuove.Il critico Eugenio Giustizieri, che presenta la mostra di De Cesario,commenta:" La sua è epopea avvincente che, nonostante tutto, trasuda voglia di vivere, rimpiange tutto ciò che c'è da rimpiangere, senza evitare di affondare la lama negli errori e nelle ingenuità dei nostri anni. | Sogno infratto
Giorgio De Cesario è un artista poliedrico che sfrutta al massimo le sue conoscenze nei vari campi in cui opera (architettura, arredamento, design, grafica, fotografia, pittura, scultura) per farne elemento fondante della sua arte intesa come espressione pittorica, materica, decorativa, grafica. | Turista a Firenze
Ogni sua opera è caratterizzata, infatti, dall'amalgama di elementi decorativi e grafici con elementi sculturei rappresentati per lo più da volti in argilla di colore bianco, all'apparenza inespressivi, emaciati, corrosi dal tempo, che balzano dalla tela sovrapposti su colli lunghi e lineari con l'orecchio ingentilito da un orecchino che richiama la simbologia egiziana in cui quello destro riceve il soffio della vita e il sinistro quello della morte. | |
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