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Se per la vostra vacanza in Puglia avete scelto il Salento, Gallipoli è sicuramente una tappa obbligatoria. La città, meglio nota come "La Perla dello Jonio" attrae per le sue bellezze storiche e culturali e per il suo limpido mare, turisti da ogni parte d'Italia e d'Europa. Ecco per voi alcune info continua

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La storia di San Nicola di Bari, il protettore della città San Nicola di Bari
La storia di San Nicola di Bari, il protettore della città
San Nicola di Bari è il protettore del capoluogo pugliese. I festeggiamenti in suo onore sono un vero e proprio rito celebrato da tutti i baresi. La basilica dedicata a questo santo è una tappa obbligata per chi giunge in viaggio a Bari. Ecco per voi alcune informazioni su San Nicola di Bari.

San Nicola di Bari conosciuto anche come Nicola di Myra o San Nicola Magno o san Niccolò o Nicolò, fu vescovo nella seconda metà del IV secolo della città di Myra, l'attuale Turchia. In Tutta Italia è, data la sua origine, venerato come santo sia dalla Chiesa cattolica, sia dalla Chiesa ortodossa. Nel mondo è conosciuto prevalentemente per avere dato origine al mito di santa Claus ovvero di Babbo Natale.
San Nicola di Bari nacque a Pàtara di Licia forse tra il 260 e il 280 a.C, la sua era una famiglia cristiana. Rimasto prematuramente orfano di entrambi i genitori a causa della peste, San Nicola di Bari ereditò un enorme fortuna di cui si servì fin da subito per aiutare i bisognosi. Dalla sua città si trasferì a Myra dove divenne sacerdote.  Quando morì il vescovo di questa cittàne prese il posto acclamato con fervore da tutto il popolo. Nel 305 San Nicola di Bari, fu imprigionato ed esiliato da Diocleziano, solo nel 313 fu liberato da Costantino e solo in questo stesso anno riprese la sua attività apostolica.
Le testimonianze di sant'Andrea di Creta e di San Giovanni Damasceno tramandano l'ortodossa fede di San Nicola di Bari, il quale si occupò anche del bene dei suoi concittadini, ottenne dei rifornimenti durante una carestia e ottenne la riduzione delle imposte dall'Imperatore. Morì a Myra il 6 dicembre, presumibilmente dell'anno 343, forse nel monastero di Sion, e già allora si diceva compisse miracoli; tale convinzione si consolidò dopo la sua morte, con il gran numero di leggende che si diffusero in Oriente.
Le sue spoglie furono conservate fino al 1087 nella cattedrale di Myra. E prima di essere venerate a Bari, le spoglie di San Nicola di Bari furono venerate a Venezia. In realtà il dubbio su chi - tra Bari e Venezia - custodisse le vere reliquie del Santo è stato risolto solo da pochi anni. Quando Myra cadde in mano musulmana, Bari e Venezia - al tempo dirette rivali nell'Adriatico - entrarono in competizione per il trafugamento in Occidente delle spoglie. Il 9 maggio 1087 una spedizione barese di tre navi, di proprietà degli armatori Dottula con 62 marinai di cui 2 sacerdoti, Lupo e Grimoldo, partì dalla città di Bari (che era passata sotto il dominio normanno). Sbarcò ad Andriaco e si diressero a Myra dove si impadronì delle spoglie di Nicola. Una volta tornati a città, là dove i buoi che trainavano il carico dalla barca si fermarono fu posta la prima pietra della Basilica.
Si sa per certo che le spoglie del Santo solo nel 1089 vennero definitivamente poste nella cripta della Basilica, alla presenza di Papa Urbano II che dichiarò festivi il 6 dicembre e il 9 maggio. Nacque in seguito la leggenda che Nicola stesso quando era in vita, passando per Bari, avrebbe dichiarato "In questa città riposeranno le mie spoglie". Ancora oggi, i buoi sono ricordati fra le decorazioni della Basilica di San Nicola, nelle statue che li rappresentano ai lati del portale maggiore, mentre ai 62 marinai è dedicata una strada nella città vecchia.
San Nicola di Bari è uno dei santi più popolari del cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di bisognosi. Il suo emblema è il bastone pastorale e tre sacchetti di monete (o anche tre palle d'oro). Tradizionalmente viene rappresentato vestito da vescovo con mitra e pastorale.
Il santo oggi è patrono, oltre che dei marinai, pescatori e naviganti, dei bambini, delle ragazze da marito, scolari, farmacisti, profumieri, bottai, nonché delle vittime di errori giudiziari e degli avvocati. È patrono inoltre dei mercanti e commercianti e per questo la sua effigie figura nello stemma della Camera di Commercio di Bari.
A Bari il culto è molto sentito, si festeggia il Santo con una lunga festa che ripercorre l'evento traslazione delle sue ossa nella città trascinando una caravella sul lungomare.
Viene festeggiato il 6 dicembre.

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